Dove arrivano i tuoi regali
Tutti i regali della Lista dei Desideri sono interventi o oggetti "salvavita", questo significa che sono davvero indispensabili all'interno dei progetti Save the Children e contribuiscono a migliorare concretamente la vita di molti bambini e delle loro famiglie nei paesi in via di sviluppo.
Per compilare questa lista abbiamo chiesto alle persone che lavorano nei nostri progetti sul campo di identificare dei "regali" che avrebbero potuto aiutare i bambini delle comunità nelle quali lavorano. I regali della Lista dei Desideri rappresentano quindi oggetti o interventi che Save the Children realmente utilizza e implementa nei paesi in cui opera.
Tuttavia i regali della Lista dei Desideri sono esemplificativi, sono un modo per farti capire cosa possiamo fare grazie al tuo aiuto. Ricorda quindi che la tua donazione verrà utilizzata per sostenere i progetti di Save the Children a favore dei bambini nel mondo.
Nel corso del 2011, con i fondi raccolti abbiamo finanziato tre progetti che prevedono interventi a favore della salute materno-infantile, della educazione per le fasce più vulnerabili e altre iniziative contro lo sfruttamento e l'abuso dei minori, in Etiopia, Kosovo e Bosnia-Erzegovina.
Etiopia 2011
In Etiopia, il tasso di mortalità infantile è uno dei più alti al mondo (123/1000). Le complicazioni neonatali, la polmonite e la diarrea sono tra le cause principali. L'obiettivo del progetto è ridurre la mortalità infantile dei bambini al di sotto dei 5 anni e delle madri nei distretti di Konso e Derashie, nella regione meridionale del paese. I beneficiari del progetto sono 62.379 bambini e 93.169 donne in età riproduttiva.
Attività principali:
- formazione di informatori sulla salute, degli operatori sanitari su base locale e comunitaria e delle levatrici
- fornitura di medicinali a 70 centri di salute
- formazione del personale, fornitura di medicine di base ed attrezzature per prevenire le infezioni, alimenti nutrizionali ad uso terapeutico (es. Plumpy'Nut)
- riabilitazione dei sistemi di approviggionamento dell'acqua nelle strutture sanitarie e costruzione di presidi sanitari
- fornitura di 14 motociclette per i centri di salute distrettuali
- fornitura di una stazione radio
- supporto logistico durante i programmi di vaccinazione, controlli semestrali sulla malnutrizione nelle comunità.
Kosovo 2011
Il Kosovo è uno dei paesi più poveri d'Europa. Secondo le stime dell'Ufficio Statistiche del Kosovo della Banca Mondiale nel 2008, il 46,2% della popolazione vive in condizioni di povertà. I primi a patirne le conseguenze sono proprio i bambini, in particolare quelli disabili, che da sempre sono esclusi dalla vita comunitaria e ai quali è negata qualsiasi possibilità di socializzare o di frequentare la scuola.
Il progetto mira a promuovere l'inclusione dei gruppi più marginalizzati nel sistema socio-economico del paese, attraverso la creazione di ambienti educativi favorevoli all'apprendimento e funzionali all'inserimento sociale di tutti i bambini, inclusi quelli con disabilità. Il progetto è realizzato in stretta collaborazione con i genitori, gli insegnanti, gli operatori sociali e le autorità locali, che a loro volta sono sensibilizzati per assicurare la sostenibilità e l'appropriazione dei risultati del progetto.
Attività principali:
- preparazione degli insegnanti di 6 scuole (3 materne e 3 elementari) in 6 comuni per favorire l'inserimento di 40 bambini disabili a cui viene offerta un'educazione di qualità
- offerta di servizi di supporto mirati all'inclusione scolastica di 400 bambini disabili provenienti da 5 centri di riabilitazione
- formazione sulle nuove metodologie di educazione inclusiva diretta a 150 insegnanti di scuola primaria, educatori, dirigenti, e assistenti scolastici, e a 100 rappresentanti dei genitori di bambini con disabilità
- distribuzione dei necessari materiali didattici e di sostegno
Bosnia-Erzegovina 2011
In Bosnia-Erzegovina, il sistema di assistenza sociale per l'infanzia è molto debole e nel corso degli anni '90 è stato in parte smantellato. Anche se formalmente accettati, gli strumenti internazionali di tutela dei diritti dei bambini non sono stati inclusi nella legislazione nazionale. La disoccupazione, la povertà e la scarsa integrazione delle fasce più vulnerabili nella società, incidono gravemente sull'aumento dei problemi sociali, quali ad esempio il calo della percentuale di chi consegue un titolo di studio, l'aumento della criminalità organizzata, ed il traffico dei minori destinati a lavori di strada e allo sfruttamento sessuale/lavorativo. Il progetto prevede la creazione di centri di servizi (Drop-in Center) dove i bambini sono marginalizzati o a rischio, possono ricevere ascolto e supporto psico-sociale, informazioni sui loro diritti e supporto legale, ricevere assistenza medica, essere inclusi nel sistema scolastico, e beneficiare di attività di formazione professionale (es. computer) per un adeguato reinserimento nella società. Il progetto è già in atto a Tuzla, e nel 2011 verrà implementato a Bagnaluca e Mostar.
Alcuni servizi offerti nei Drop-in Center:
- servizi igienici: un servizio di lavanderia e docce è messo a disposizione dei ragazzi
- assistenza alimentare: vengono offerti pasti e bevande ai ragazzi che seguono le attività del centro
- supporto psico-sociale: professionisti sono a disposizione dei ragazzi per l'ascolto e l'assistenza
- ricreazione: delle attività ludiche sono organizzate per permettere ai ragazzi di giocare, socializzare, e sviluppare la creatività (musica, cinema, teatro, ecc.)
- servizi di assistenza medica: all'occorrenza, i medici effettuano visite ed esami e assicurano il monitoraggio della salute dei ragazzi che frequentano il centro
- iscrizione a scuola: i bambini che non sono inseriti nel sistema scolastico vengono iscritti a scuola e accompagnati nel loro processo di apprendimento.
Etiopia 2010
Il progetto riguarda 3 comunità situate nella zona sud-ovest dell'Etiopia, una delle più emarginate del paese, dove è quasi del tutto assente l'accesso all'istruzione, ai servizi sanitari, all'acqua potabile e dove persiste l'uso di pratiche tradizionali, come l'infibulazione, che mettono in serio pericolo la vita dei bambini.
I principali obiettivi del progetto sono quindi i seguenti:
- Sensibilizzare gli abitanti delle comunità (128.000 persone: 65.000 donne e 63.000 uomini) per aumentare la consapevolezza sull'importanza di ridurre le pericolose pratiche tradizionali, lesive dei diritti e del benessere di donne e bambini.
- Migliorare i servizi igienico-sanitari e nutrizionali così da raggiungere 1.500 bambini all'interno dei centri per la prima infanzia e delle scuole primarie.
- Garantire l'accesso all'acqua a 1.500 bambini, dai 7 ai 14 anni, che non frequentano la scuola.
Mozambico 2010
Ogni anno muoiono circa 150 mila bambini sotto i 5 anni in Mozambico. Molti di loro non arrivano a pronunciare la parola "mamma". Quasi tutti perdono la vita a causa di polmonite, malaria, diarrea, AIDS o complicazioni durante il parto.
Ecco alcuni dei nostri interventi, semplici ma di forte impatto:
- Supportare e migliorare i centri sanitari per fornire assistenza di base a livello comunitario.
- Formare e monitorare gli operatori sanitari comunitari e le levatrici.
- Fornire antibiotici, vaccini, zanzariere, sali per la reidratazione orale e vitamina A.
- Sensibilizzare le comunità sull'importanza delle regole igienico-sanitarie.
- Diffondere tra le mamme la pratica dell'allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita del neonato.
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